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Io?!

Posted by – 21 luglio 2011

Non ho un fisico scolpito. Gli addominali a grattugia. I bicipiti cesellati.

Non ho il ciuffo alla Rockabilly, l’occhio di Paul Newmann e la voce da crooner.

Ho molti difetti e vivo in tante contraddizioni: un giorno mi trovi a correre come un Ironman per sessantaminuti pieni e il giorno dopo tirare giù i santi perchè non ho la forza di allacciarmi le scarpe.

Sono umano.

Ho i miei limiti, anche se non lo voglio ammettere a me stesso e la pigrizia fa a botte con l’estremo istinto di sopravvivenza del mio voler essere perfetto ad ogni costo.

Mi piace assorbire vite, storie, frange parziali di un tutto che non ho tempo di assaporare completamente.

Temo che la terra mi crolli sotto i piedi, quindi corro.

Puoi vedermi vestito con un papillon improbabile e darmi tranquillamente dello “strano”.

Puoi vedermi con dei pantaloni colorati e darmi dell’eccentrico.

Puoi vedermi con bermuda e Havaianas e darmi dello sciatto.

Sappi che, in tutti questi casi e nei successivi, del tuo parere non me ne fregherà nulla.

Disprezzo lo spreco. Di tempo. Di cibo. Di onestà intellettuale.

Non sono il miglior amico dell’uomo. Non credo nell’aldilà e in una entità barbuta che ci controlla e soppesa.

Non sono buono, ma cerco di essere “giusto”.

Pecco. Molto. A volte di presunzione. Altre di sottostima. Quasi sempre di gola.

Sono certo che il mio periodo peso-forma non può durare quanto dovrebbe e la mia condanna alla dieta sarà eterna.

Ma oltrepassare la linea, quando sarà il momento, in perfetta forma, mi fa incazzare.

Quini preferisco vivere.

Lascio ai Santi la purezza interiore ed esteriore.

Io, personalmente, non disprezzo lo sporco qualche volta.

Amo l’acqua e una bella doccia purificatrice a fine giornata.

Non sempre dormo bene.

Per colpa principalmente di me stesso: non sopporto il galleggiamento e l’approssimazione delle situazioni. Delle persone. Dei pensieri.

Sono così. Non voglio cambiare anche se è inevitabile e accade continuamente, senza controllo alcuno.

Sono le piccole cose che mi fanno capire che la vita, cazzo, è fatta per essere consumata.

Volti diversi, parole diverse, personalità diverse.

Questo voglio dalla mia vita.

Questo cerco per la mia vita.

Questo ottengo dalla mia vita.

Sono la felicità. Ora.

Fra cinque minuti, probabilmente, preferirai una settimana a Camogli con Hitler, che bere un caffè con me.

Da vecchio sarò intrattabile. Sempre.

Per ora mi limito a pochi, brevissimi sprazzi di acidità.

Mi alleno per il futuro.

Non odiarmi solo perchè non sono come te.

O come vorresti essere.

 

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Ad Reinhardt - "Black Moods"

Con un velo di barba e un sogno nel cuore

Posted by – 15 luglio 2011

E siamo di nuovo in corsa.

C’è il punto, la virgola e il punto e virgola.

Una piccola sospensione che fa prendere una pausa, un piccolo respiro prima di ricominciare.

Io sono in un punto e virgola: quello di un discorso che non si è chiuso completamente, non ha una sospensione momentanea, ma semplicemente ha cambiato leggermente il percorso.

Ultimo giorno in sede.

Lunedì nuova avventura.

La voglia c’è, il fiato un pò manca.

Ma teniamo botta.

Con un velo di barba e un sogno nel cuore, ripartiamo.

Di nuovo.

Tre gradi di separazione

Posted by – 14 luglio 2011

Il limone è la risposta.

Posted by – 21 maggio 2011

Navigando in un momento di relax mi sono imbattuto nel classico video di genitori che pubblicano delle simpatiche espressioni dal taglio editoriale alla Paperissima Sprint, intenti nel primo assaggio della loro vita di un limone.

Al di là delle espressioni effettivamente divertenti, una piccola lampadina da tavolo mi si è accesa: guardando quelle faccine, quei volti prima incuriositi, poi totalmente sconvolti, poi tornati allo stato normale, mi ha fatto riflettere sulle prime volte.

Ognuno di noi si è trovato ad assaggiare per la prima volta qualcosa di aspro, frizzante, sconvolgente e scioccante tutto in un colpo solo.

Puoi chiamarlo limone, ma può essere anche la vita in generale.

Dalla seconda volta in poi saprai perfettamente che quello strano frutto giallo ha quel sapore e non ti farà più lo stesso effetto.

La vita un pò è così: scopri una cosa, negativa, positiva, quellocheè, ma già dalla seconda volta diventa una ripetizione votata alla modifica per evitare la noia più stantìa.

Il fatto è che dovremmo incontrare più limoni sul nostro cammino.

 

Perchè poi va sempre a finire così…

Posted by – 19 maggio 2011

Lo sappiamo benissimo, dai, non nascondiamoci dietro il dito mignolo.

Cerchi di dare il meglio di te stesso, ogni volta, non per altro, ma perchè sei una persona corretta una di quelle che non ti lascia mai nella merda.
Una di quelle che alla fine siamo tutti sulla stessa barca, quindi ti aiuto a spalare.

Poi…

Beh, poi capita che ti accorgi ancora una volta che non è sufficiente per qualcuno quello che fai.
Che non basta, che siamo sempre lì col ditino puntato su l’unica cosetta non fatta tra le duecentotre che hai svolto in due nano secondi.
Che non puoi fare tutto e invece vogliono che fai tutto.
E bene.
E veloce.
E gratis.
E invece no.

Poi passano i giorni, passano le elezioni. Ti trovi a vedere tristissimi simulacri di umani che prima colpiscono sotto la cintura, poi chiedono scusa solo per recuperare percentuali elemosinate.
Dall’altra parte un’opposizione che non si oppone e che sembra sempre di più la parte opposta.

Poi cerchi di fare tutto per bene, di essere onesto con te stesso, perchè sai che ormai resta praticamente l’unica forma di onestà sicura che ti senti di garantire e vivi, respiri profondamente e vivi.

Intervisti un mercante d’arte con una facilità stranissima e ti senti meglio.
Resti colpito anche in una giornata dove credevi che solo qualcosa di contundente potesse realmente colpirti.
Scopri che l’occhio si è allenato e che a furia di guardare quadri, fotografie, opere…sei diventato selettivo anche in quello e difficilmente te la danno a bere.
Te ne rendi conto di fronte ad alcune cose colorate che ti spacciano per arte giovanile, ma che tutto comunicano tranne ciò che vorrebbero – ammesso ci fosse qualcosa sotto il colore – e te ne torni a casa con qualcosa in più in tasca.

Sono giorni strani.
Pieni di vento di cambiamento, rivoluzione, evoluzione, -zione.
Ci sono passato moltre altre volte e so che anche in questo caso affronterò il momento con pensieri tesi, irrequietezza, annusando l’aria in cerca del temporale.
Solo che il mio ombrello non basterà a coprirmi.
E a dirla tutta, non mi va nemmeno di aprirlo.