E anche questo weekend sembra volgere al termine.
Per fortuna il mio tempo libero l’ho occupato nel migliore dei modi.
Stamattina corsetta leggera dopo una settimana abbondante di inattività – qualità dell’allenamento: appena sufficiente – poi pranzo e pomeriggio in relax.
Ma veniamo a noi: ciò che ho imparato in questa domenica.
Prima di tutto che non saremo mai un Paese competitivo e la responsabilità è nostra.
I festeggiamenti di ieri sera ne sono un esempio: trattare le dimissioni di Berlusconi come la vittoria ai Mondiali di calcio o la liberazione da una dittatura durata quasi un ventennio la dice lunga.
Capisco la soddisfazione, capisco e condivido l’essersi levati dalle palle una figura che ci ha reso dei bersagli di battute e prese in giro per tutto il mondo.
Però comprenderete che di alternative ce ne sono state nel corso di questi anni. Di varchi per buttarlo giù dalla torre d’avorio ne abbiamo avute – poche – ma ne abbiamo avute.
E le poche chance colte al volo non hanno portato ‘sti grandi miglioramenti.
Ora siamo punto e a capo. Di nuovo. E di nuovo dovremo ricominciare tutto dall’inizio con, guarda un pò, le stesse facce.
E’ stato bello festeggiare, ma a me sembra che qui, da festeggiare ci sia ben poco.
Alleggerendo gli argomenti, ho letto il primo numero de La Lettura, allegato settimanale del Corriere e devo dire che mi ha fatto una buona impressione.
L’ho trovato un gesto incoraggiante oltre che necessario. Ci vuole Cultura.
Ci vogliono dei pensieri a triplo spessore. Avverto la sete di informazione, di pensieri costruttivi, di saggezza.
Il Sapere deve tornare sulle nostre tavole, sulle nostre scrivanie, nei discorsi di tutti i giorni.
E’ l’unico modo per evadere dal torpore cerebrale nel quale siamo finiti.
C’è sempre una scelta e il primo passo, anche qui, parte da noi.
E’ troppo facile avercela con il Grande Fratello, Pomeriggio 5 e tutto il resto del baraccone televisivo.
Le alternative – anche se poche – ci sono e occorre cercarle. E poi esistono i libri, la rete, l’arte, la musica, la nostra immaginazione.
Tutto questo è nulla senza la curiosità.
In questa Domenica ho imparato ancora una volta quanto la curiosità sia necessaria, soprattutto ora.
Come ultimo aspetto, ho imparato a non dare pareri immediati sui film, quindi, per chi me li chiederà lo faccia prendendoli con le pinze.
Il mio parere in ambito cinematografico vive di umori, di sensazioni, di stati d’animo istantanei.
Suppongo capiti a tutti. Ho bisogno che sedimentino per un pò.
Mi è successo con This must be the place.
L’idea che mi ero fatto per il momento rimane intatta, ma non escludo che possa variare da qui al momento dell’uscita del DVD.
Mi è capitato oggi pomeriggio rivedendo il remake di Funny Games.
L’avevo giudicato con un misero sei e mezzo per motivi che anche ora comprendo perfettamente, ma che erano avventati.
E’ un film tremendamente violento, crudo e senza salvezza. Crudeltà spontanea, immotivata e quindi la peggiore su piazza.
Ma è Cinema puro, nella sua essenza.
Ho imparato anche di non dare delle uova a dei ragazzi vestiti copletamente di bianco, guanti compresi, ma di allontanarli subito a bastonate.
Una giornata proficua dopotutto.












