
La vista dal decimo piano della torre Galfa - MACAO
Oggi ho passato una giornata all’insegna dei test.
Dopo aver preso una bicicletta – grazie caldo afoso, grazie – e affrontato Milano e le sue insidie contro i ciclisti – non così tante ad ogni modo – ho voluto provare dal vivo l’esperienza di Macao.
Ho letto molte opinioni, tutte positive e, da buon milanese, mi sono insospettito: troppi elogi in troppe frasi mi fanno scattare l’allerta fake.
Ogni articolo, ogni tweet, ogni post di blog sottolineava il miracolo a Milano.
Quindi ho voluto testare di persona.
Le considerazioni.
La passione e l’impegno viaggiano davvero ad alti livelli.
In una sola settimana tutti i trenta piani sono stati ripuliti e resi agibili.
I gruppi, suddivisi e coordinati in modo perfetto, agiscono realmente con un fine.
Per quanta riguarda il resto è ancora troppo presto per giudicare – anche se gli ospiti che sono passati hanno già fatto segnare molti goal.
Comunque facciamoli lavorare e vediamo.
E così pure io mi sono trovato a confermare tutti gli elogi meritati.
In futuro, mi piacerebbe portare mio figlio alla torre Galfa e raccontargli che suo papà ha assisitto alla costruzione di tutto quello che ora lui sta osservando e vivendo.
Quel qualcosa che ora è un simbolo concreto, un punto di riferimento culturale italiano, europeo e mondiale di tutto rispetto.
Mi piacerebbe anche raccontargli come suo papà sia riuscito a contribuire, a dare una mano.
Per il momento resta la speranza che tutto questo diventi una realtà stabile e duratura – i presupposti ci sono sia chiaro -
Ora sta solo trovare come partecipare al progetto…ma un’idea mi verrà.
Se l’avete anche voi, parliamone insieme; perchè di questi tempi, è pericoloso camminare solo.
“Che fuori piove un mondo freddo“.

















